UN TURISMO DI STORIA MILLENARIA SUL MARE

Turismo e cultura, nella nostra Terracina, sono strettamente legati. La città ha una posizione strategica, adagiata sul mare, ma è ricca di un tesoro archeologico e artistico inestimabile e invidiabile. A partire dal Tempio di Giove Anxur, che spesso la rappresenta sul piano nazionale, al foro Emiliano, fino all’imponente Teatro Romano che sta tornando alla luce. Se, dunque, il mare costituisce una grande attrazione per il turismo nei mesi estivi, e per questo si lavorerà alla conferma della bandiera blu, altrettanto possono farlo i nostri tesori artistici e archeologici in ogni periodo dell’anno. Valorizzando questi monumenti unici che la città ha la fortuna di avere ereditato, attraverso la creazione di un circuito virtuoso che li metta “a sistema”, è possibile destagionalizzare il turismo, e renderlo non più legato esclusivamente al nostro mare nei mesi più caldi. I nostri beni archeologici devono essere una fonte di attrazione primaria, e non un valore aggiunto al mare. Per questo è necessaria una rivisitazione della struttura della Fondazione Città di Terracina, che dovrà occuparsi della gestione dell’intero patrimonio culturale e quindi della sua promozione attraverso iniziative di richiamo nazionale e internazionale in ogni periodo dell’anno. In particolare, il centro storico alto è, e deve essere, la sede naturale di eventi di richiamo per la città, con il contributo di associazioni, comitati e gruppi che potranno proporre iniziative tali da realizzare un calendario che abbracci l’intero anno solare. Manifestazioni che, chiaramente, dovranno essere adeguate al contesto in cui si svolgono, e quindi con un carattere storico e/o religioso, o di forte identità. Alcune si svolgono già, ma devono essere rilanciate e potenziate: il Presepe Vivente tra dicembre e gennaio; a febbraio un Carnevale in stile veneziano, con maschere e volo della colombina in piazza Municipio; la Passione Vivente ad aprile; la Festa dei Sapori di Terracina antica a maggio; la manifestazione Fuori Controllo a luglio; il Palio delle Contrade ad agosto; a settembre la festa dell’uva moscato; Terra di China a ottobre, e a novembre la festa del Patrono, San Cesareo. Pensiamo poi alla possibilità di dare in gestione palazzi storici come la Torre degli Acso e il Castello Frangipane ad associazioni culturali senza scopo di lucro, che possano valorizzare e far tornare a vivere questi edifici con l’organizzazione di mostre, anche permanenti, concorsi, dimostrazioni e convegni. Inoltre, dopo il palazzo della Bonifica, anche il palazzo Braschi dovrà entrare a far parte dell’offerta dei musei della nostra città. Considerato poi l’attuale stato di abbandono, qualora il Vescovo acconsentisse alla sconsacrazione, si potrebbe trasformare la chiesa di San Giovanni, all’inizio di corso Anita Garibaldi nei pressi di Porta Maggio, in un altro museo. Ancora, vista la prossima inclusione del teatro romano nel Foro Emiliano, per cui pensiamo a un cartellone teatrale di alto profilo artistico, bisogna adottare tutte le iniziative necessarie per il riconoscimento del centro storico alto come sito Unesco. Per far tornare a vivere la stessa area, poi, si prevedono incentivi per i commercianti della zona. Abbiamo in progetto, ancora, di istituire la “Giornata del mare”, ad aprile, che sarà occasione di organizzazione e promozione di eventi a tema e di attrazione turistica, soprattutto nel settore del diportismo nautico. E vogliamo adibire l’Arena del molo ad area polivalente per proiezioni all’aperto, concerti e eventi teatrali estivi, con un calendario di interesse culturale nazionale. Per il periodo invernale, dal momento che del teatro comunale, dopo anni, ci sono solo le fondamenta, è possibile intanto fare un accordo con l’unica struttura oggi nella nostra città, il teatro Traiano, pagando il canone d’affitto con sponsor e non attingendo dalle casse comunali. Un modo per garantire a tutte le associazioni culturali della città lo spazio giusto per le loro rappresentazioni.

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