Perché Terracina sia finalmente la città che merita di essere.

Sono Gianfranco Sciscione, se permettete vorrei raccontarvi un po’ di me per cercare di spiegarvi perché credo in questo progetto. Sacrificio e lavoro sono termini che conosco bene, perché io sono nato in questa città da una famiglia umile. I primi anni li ho trascorsi in via Salita Annunziata, poi in una casa popolare. Conosco bene la rinuncia, perché l’ho vissuta. Spesso anche la frutta per la mia famiglia era un lusso. Dopo il diploma di Ragioniere ho seguito qualche corso alla Sapienza e ho iniziato subito a lavorare prima per un consulente del lavoro, poi una ditta di trasporti e quindi in un’azienda all’ingrosso di giocattoli, di cui sono diventato direttore generale a 27 anni. L’anno dopo, nel 1978, ho fondato insieme a 8 soci Telemontegiove. Era un gioco, un passatempo, ma più di tutto una passione. È per questa passione che nel 1980 ho deciso di lasciare il mio posto sicuro da direttore generale, con un ottimo stipendio, e sempre per questa passione chiamata televisione ho strappato la lettera di assunzione in banca, la Popolare di Terracina, un altro posto sicuro. Non dimenticherò mai le parole di mia madre allora: “Non sapevo di aver partorito un figlio pazzo!”. C’è voluto un grande coraggio, credetemi, anche perché avevo già una famiglia con moglie e figli. Ma io credevo fermamente in quel sogno, e quando si crede davvero in qualcosa bisogna avere il coraggio di provare. Allora la televisione era il Far West. Come molti di voi sapranno la prima legge per la regolamentazione, la Mammì, è arrivata nel 1990, e 4 anni più tardi è arrivata la legge Maccanico. Ogni mattina cercavo la pubblicità per la televisione, il pomeriggio mi dedicavo alla contabilità, e poi la sera mi occupavo personalmente della messa in onda. Ogni giorno, con costanza e caparbietà. E sono orgoglioso e fiero di averlo fatto, perché adesso dalla mia piccola Telemontegiove, che sarà sempre nel mio cuore, ho creato un gruppo editoriale con Lazio Tv e Gold Tv, che voi conoscete tutti, con una sede a Terracina, una Latina, e una a Roma, al Tecnopolo Tiburtino, che è diventata anche un centro di produzione per i film. Sono orgoglioso, perché con il mio lavoro ho creato e continuo a creare posti di lavoro. E non è stato facile, credetemi. Ci sono state tante crisi che non sto qui ad elencarvi, basti pensare che praticamente tutte le emittenti locali romane hanno chiuso i battenti. Poi il Covid. Ma ho stretto i denti e ho tenuto la schiena dritta, e il mio gruppo è ancora saldamente in piedi, con i miei dipendenti e collaboratori che hanno sempre ricevuto puntualmente lo stipendio. Non lo dico per vantarmi, ma per ribadire che quando si crede davvero in qualcosa bisogna provarci fino in fondo. Avevo un sogno, la televisione, e oggi posso dire di averlo realizzato. E adesso ho un altro sogno: amministrare la nostra città. È un dovere per me dare un contributo alla nostra Terracina, da troppo tempo sento il bisogno di fare qualcosa per le situazioni di degrado e di abbandono che sono sotto gli occhi di tutti, per le promesse fatte e non mantenute. Cose che fino ad oggi non mi è stato possibile fare. Lo sapete, io avevo appoggiato l’attuale maggioranza perché avevo creduto che quel programma, quello del 2016, fosse buono, per quanto migliorabile. Ma quando mi sono reso conto che quei punti del programma che avrebbero potuto cambiare la città non sarebbero stati mai neppure sfiorati, io ho lasciato quella maggioranza. Perché io ci credo ancora. Sono stato contattato e anche corteggiato da partiti nazionali, ma io credo che la nostra Terracina debba essere governata da cittadini liberi, lontani da ideologie di partito, che non devono rispondere a logiche nazionali. È per questo che ho deciso di accettare questa sfida, spinto soprattutto dal mio gruppo di lavoro con cui abbiamo continuato sempre a riunirci, anche quando ancora non si ipotizzavano neppure le elezioni. Perché il nostro obiettivo è sempre stato quello di analizzare le criticità della nostra città e di studiare soluzioni efficaci e soprattutto fattibili. È quello che siamo qui a proporvi: non un libro dei sogni, ma un PROGETTO in continua evoluzione per la nostra città con proposte studiate, concrete e REALIZZABILI. Con tanto lavoro, tanto sacrificio, e soprattutto tanto amore. Perché Terracina sia finalmente la città che tutti vorremmo che fosse, e che tutti meritiamo. Perché Terracina sia finalmente la città che merita di essere.

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